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14 luglio 2014 - LINEA VITA

Atto di indirizzo e coordinamento regionale per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, approvato con Deliberazione Assembleare prog. n. 149 del 17/12/2013, pubblicato sul B.U.R. n. 13 del 15/01/2014


Dal 15 luglio 2014 entrerà in vigore sul territorio dell’Emilia-Romagna l'atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile, approvato con Deliberazione Assembleare prog. n. 149 del 17/12/2013, pubblicato sul B.U.R. n. 13 del 15/01/2014.

Il documento introduce l’obbligo di installazione di linee vita e dispositivi di ancoraggio sulle coperture e sulle pareti continue a specchio degli edifici, in modo da ridurre il rischio di infortuni derivanti da cadute dall’alto durante i lavori di manutenzione ed esecuzione di interventi di varia natura.

L’atto di indirizzo dell’Emilia-Romagna si applicherà sia agli edifici pubblici che a quelli privati nei seguenti tre casi:

1. interventi di nuova costruzione;

2. interventi riguardanti l’involucro esterno (pareti esterne perimetrali e/o coperture) di edifici esistenti assoggettati a regime abilitativo, di cui all'art. 9 della legge regionale n. 15/2013. Nel caso di opere pubbliche, di cui alla lettera b) dell’art. 10 della predetta legge, gli interventi saranno approvati previo accertamento di conformità alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi ai sensi del DPR n. 393/94 e successive modifiche.

3. interventi riguardanti l’involucro esterno (pareti esterne e/o coperture) di edifici esistenti non assoggettati a titolo abilitativo ma ad obbligo di comunicazione con Notifica Preliminare ai sensi dell’art. 99 del D.Lgs. 81/2008.

Per i casi di sanatoria, l'Atto di indirizzo e coordinamento prevede che nel caso di interventi che riguardano l’involucro esterno di un edificio esistente (pareti esterne perimetrali e/o coperture) realizzati sine titulo, ovvero in difformità del titolo abilitativo, ex art. 36 “Accertamento di conformità”, del T.U. 6 giugno 2001, n. 380 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), l’istanza deve includere, nella documentazione prevista, anche l’Elaborato tecnico. Qualora nell’istanza di sanatoria siano richiesti nuovi interventi, nell’ambito degli interventi riguardanti l’involucro esterno di un edificio (pareti esterne e/o coperture), alla documentazione già prevista deve essere allegata una dichiarazione di impegno alla progettazione e installazione prima del termine dei lavori, dei dispositivi di ancoraggio fissi e in tal caso l’Elaborato tecnico, deve essere depositato presso lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) entro la fine dei lavori.

Sono escluse dall’ambito di applicazione dell'Atto di indirizzo e coordinamento:

- le coperture completamente portanti poste ad un’altezza inferiore ai 2,00 m, calcolati a partire dal filo di gronda rispetto ad un piano stabile;

- le coperture completamente portanti dotate di parapetto perimetrale continuo e completo alto almeno 1 m;

- le ampie e/o continue pareti a specchio esterne degli edifici per la cui manutenzione siano installati dispositivi permanenti per l’utilizzo di attrezzature/strutture di protezione collettiva (ponti sospesi, piattaforme di lavoro auto sollevanti o altro).

Cosa deve fare il proprietario o il committente

Il proprietario dell’edificio o il committente deve provvedere ad includere nella documentazione da allegare, per gli interventi previsti nella casistica sopra indicata, una dichiarazione di impegno alla progettazione ed alla installazione dei dispositivi di ancoraggio permanenti, nonché al deposito, entro la fine lavori, allo Sportello unico per l'Edilizia dell'elaborato tecnico di cui ai punti 6 e 7 dell'Atto di indirizzo.

La mancata presentazione allo Sportello Unico della dichiarazione di impegno costituisce causa ostativa al rilascio del Permesso di Costruire, impedisce altresì l’utile decorso del termine di efficacia della Denuncia di Inizio Attività (oggi SCIA) e costituisce per la SCIA motivo valido per lo Sportello Unico per adottare motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività ai sensi dell’art. 19 della L 241/1990.

Si dispone che l'Atto di indirizzo debba essere applicato per i Permessi di costruire, SCIA e CIL richiesti/presentati dal 15/07/2014. In partciolare per i Permessi di Costruire la norma si applica anche per quelli da rilasciare o per i quali sia maturato il silenzio-assenso dal 15/07/2014.

Si comunica, altresì, che la modulistica relativa alla domanda di Permesso di Costruire, SCIA, e domanda di Agibilità è stata opportunamente modificata.
A breve verrà modificata anche quella della CIL, fermo restando il rispetto della normativa dalla data della sua entrata in vigore.
 


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